Dispaccio Elettronico #46

Non ci sono classifiche o bilanci, ma un po' di "a year in review" concedetemelo, dai.

È arrivata la fine del 2020, e io non sono ancora capace di fare le classifiche, quindi ve le risparmio. Volevo fare però un momento di review su come è andato quest’anno. Sorry, vi tocca.

Ci sono quattro aree che ho considerato:

  • 🕵🏻‍♂️ Collection mode, alcuni la chiamerebbero “dieta mediatica”, diciamo che ha a che fare su come ho trattato gli input, quello che entrava nel mio cervello;

  • 🏭 Production mode, questi invece sono considerazioni sugli output, quello che ho prodotto in quest’anno;

  • 🏋🏻 Fitness mode, contrariamente alle aspettative (soprattutto le mie), è stato un anno molto interessante sul versante salute e forma fisica;

  • 🧘🏻‍♂️ Mindful mode, a parte che la parola “mindful” sarebbe da mettere al bando ormai, alcune considerazioni su come ho trattato la mia testa quest’anno (ma non solo).

🕵🏻‍♂️ Collection mode

Ho letto molti meno libri rispetto agli anni scorsi. Ho letto sicuramente molti più articoli, visto più video, ascoltato più podcast. Ho iniziato a interessarmi in maniera deliberata ai processi meta-cognitivi, il che significa imparare come si impara: questo mi ha portato a fare più attenzione a quello che leggo, vedo e ascolto.

Rispetto agli anni scorsi sono un po’ più in grado di rispondere alle domande del tipo “non è che avresti un articolo su X da consigliarmi?”: per troppi anni non ho tenuto assolutamente traccia di quante informazioni “ingerivo”, e il risultato era che ne “digerivo” solo una piccola parte.

Per questo motivo forse c’è stato meno input quest’anno, ma è sicuramente stato più organizzato, catalogato, “pre-masticato” anche in virtù di quella parte di “production mode” che descriverò a seguire.

🏭 Production mode

Se ho letto meno ho decisamente scritto di più, ma, soprattutto, più consapevolmente, questo un elenco di tutto quello che ho prodotto quest’anno.

  • Ho continuato la pubblicazione mensile di Dispaccio Elettronico (siete in 91! grazie!), travasando tutto l’archivio manualmente da Mailchimp a Substack (so hot right now)

  • Scritto alcuni post sul mio sito e, visto che ero in vena di “travasi”, ho rifatto il sito, passando da un accrocchio statico a WordPress.com;

  • Ho fatto un esperimento di newsletter in inglese, agile monocle, che tratta temi lavorativi, dandomi una serie di limiti (7 articoli mono-tematici, a cadenza settimanale, pubblicati ogni lunedì mattina), con ogni probabilità farò una “season 2” ad inizio 2021;

  • A metà strada tra collection e production: a metà anno ho iniziato a fare due playlist basate sulle playlist automatiche Discover Weekly e Release Radar (le ho chiamate, con molta fantasia Discover Weekly Archive e Release Radar Archive). Ad un certo punto ho dismesso questo formato e ho iniziato a fare delle brevi compilation settimanali (442020, 45200, 462020, 472020, 482020, 492020, 502020, 512020, 522020, 532020)

La produzione artistico-creativo quest’anno ha sofferto, ho dato decisamente precedenza alla produzione scritta, tuttavia ho messo al mondo

🏋🏻 Fitness mode

Forse tra i risultati più inaspettati dell’anno, considerando anche le circostanze: sono dimagrito fino a 14 chili, assestandomi poi a -12. Non solo, ho iniziato ad allenarmi con le kettlebell in aggiunta ai miei soliti allenamenti a corpo libero.

I risultati non sono solo che peso quanto pesavo a 14 anni, ma che, nonostante nella mia vita io mi sia sempre allenato e abbia fatto sport a livello agonistico per 20 anni, a 37 anni sono probabilmente nella migliore forma fisica della mia vita:

  • sparito mal di schiena

  • aumentata la mobilità articolare

  • rafforzati i lombari (storicamente un mio punto debole)

  • migliorata la falcata quando corro (tant’è che, pur non allenandomi mai specificatamente per la corsa, sto facendo tempi record tipo 5k in 24’)

Sicuramente tra tutto questo l’aspetto più clamoroso e inaspettato per me è il dimagrimento, che tratterò in separata sede, anche perché a) parlare di cibo e peso dopo questo anno pandemico è diventato ancora più delicato e b) ha molto più a che fare su cosa succede nella testa (vedi sotto) rispetto a cosa succede nel corpo.

🧘🏻‍♂️ Mindful mode

Qualcuno qualche settimana fa mi ha detto “forse dovresti meditare” io ho detto “grazie, ma sono passato a farmi seguire da una psicologa”. Questo è un anno che ha fatto emergere tutti i miei punti di forza così come tutti quanti i miei punti deboli. Quando dico che il 2020 non è nemmeno nella top5 dei miei anni più difficili, sono sincero: questo significa anche che ho accumulato diversi anni difficili che hanno lasciato il segno, e sento il bisogno di rimettermi in carreggiata.

Così come per la forma fisica, ad un certo punto, non puoi più fare da solo perché fare da solo prendi delle brutte abitudini e ti fai male, anche per la forma mentale è meglio farsi aiutare da qualcuno.

2021

Queste quattro aree che ho citato offrono ovviamente tanti spunti su cosa fare, migliorare, fare meno o smettere nel corso del prossimo anno. Queste sono alcune idee che mi ronzano nella testa.

🕵🏻‍♂️ 🏭 Collection e production mode

Sono chiaramente correlati e vorrei fare meglio sia l’uno che l’altro. Scrivere di più, meglio e in modo più costante. Essere più bravo a fare ricerca e passare da idea a qualcosa di scritto (o disegnato): tutto questo è sicuramente parte del mio futuro (anche professionale) a lungo termine.

🏋🏻 Fitness mode

È un po’ che mi chiedo “chissà come giocherei meglio a basket ora che sono leggero”. Però chissà quando si potrà tornare a fare sport di squadra. Altra parola che mi ronza in testa: triathlon, non dico di più.

🧘🏻‍♂️ Mindful mode

Devo continuare a “sbobinare” sapendo che sbobinando non necessariamente mi sentirò meglio, almeno non subito. Fa parte di un processo di de-atrofizzazione che è necessario dopo un anno come questo in cui ci siamo tutti aggrappati a cosa ci faceva sentire meglio nell’immediato, che non necessariamente è quello che ci fa stare meglio nel medio-lungo periodo.


Qualche link di fine anno

🖼 → guardalo
💡 → pensaci
🎺 → ascoltalo

🖼 Qualche poster. (via)

🖼 Non dimentichiamoci che c’è un mondo, là fuori. (via)

💡 Chappelle’s 18-minute special, which I highly suggest you watch in full, is chock-full of insights about how the Internet has transformed the entertainment industry specifically, and business broadly”

💡"We have to rethink how we center so many “benefits” — which I think we should see as rights — around employment. That includes health, retirement, childcare, parental leave, and an income to live a life of dignity. What this pandemic has shown is simply how unreliable employment is as the focal thing to organize these very important aspects of life. Given the instability of employment, we need to rethink tying access to quality healthcare or one’s future financial well-being to an employer. Paid work is really broken for way too many people."

💡"Aside from the general “pleasure” of an ultra-walk, there’s the forging of an “archetype of fullness.” Meaning: You internalize what a “full” day feels like in your bones and in your mind. What does a day, two days, a week, a month of continued physical exertion (buoyed by a generally high-quality diet) feel like? How does it change your personality? And what does “producing” so much stuff each day feel like?"

🎺 Ryo Fukui - Scenery (via)

💡"And yet, one thing that’s happened this year is I’ve become more curious. I’ve wondered why I’ve thought the things I’ve thought. And why I’ve felt the things I’ve felt. I’ve held up my assumptions like objects from a cabinet, gave them a good turn, and asked if they deserved a home inside my head."

💡"Fear is a three-thousand-pound bell. Three kinds of people ring it. The first knows she will be fine, because she has rung the bell before, and knows that it can be done. She lives by truth. The second has never rung the bell before, but sees the first person ring it and holds on to truth’s example. She lives by faith. The third has rung the bell before and failed, and looks to the past, always expecting the same to occur. She lives by experience." (via)


Grazie, mi avete aiutato più di quanto pensiate.

“Perhaps all the dragons in our lives are princesses who are only waiting to see us act, just once, with beauty and courage. Perhaps everything that frightens us is, in its deepest essence, something helpless that wants our love.”

Rainer Maria Rilke, Letters to a Young Poet


Dispaccio Elettronico #46 finisce qui. Se ne vuoi ancora puoi dare un’occhiata all’archivio. Io sono Davide e altrove puoi trovarmi su TwitterInstagram e LinkedIn — occasionalmente scrivo qualcosa anche sul mio blog personale.